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Il chilogrammo o kilogrammo (simbolo: kg) è l'unità di misura di base della massa nel Sistema internazionale di unità di misura (SI). Esso è definito come la massa del prototipo internazionale del kilogrammo.

Il chilogrammo è la massa di un particolare cilindro di altezza e diametro pari a 0,039 m di una lega di platino-iridio depositato presso l'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure a Sèvres, in Francia.

Storicamente, è nato tuttavia come la massa di un litro (decimetro cubo) di acqua distillata alla temperatura di 4 °C. Il chilogrammo è pari a mille grammi (simbolo: g).

La conservazione del prototipo internazionale è realizzata con i più rigorosi criteri: viene utilizzato un sotterraneo blindato, per la cui apertura occorre l'uso contemporaneo di tre diverse chiavi, custodite da tre personalità del Bureau international des poids et mesures. L'apertura avviene previa autorizzazione del Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure. Le condizioni di temperatura, pressione e umidità sono costanti e si evita il contatto con la polvere tenendo il prototipo sotto tre campane di vetro. Tale prototipo viene usato per le comparazioni (circa tre volte al secolo). Altri campioni dell'unità di massa, realizzati per gli stati aderenti alla Convenzione del Metro differiscono dal capostipite per ±0,3 mg. Sei di tali campioni servono a ricostruire il prototipo internazionale nel malaugurato caso di inservibilità.

1 Quintale = 100 Kg

1 Tonnellata = 1000 Kg

In marina, un tempo, prima dell'entrata in uso del nuovo metodo internazionale per la stazzatura delle navi, la tonnellata di stazza (in inglese "Register Ton") era un'unità di misura della stazza delle navi, pari a 2,832 metri cubi, ovvero a 100 piedi cubi del sistema inglese.

 


La libbra è un'unità di misura di massa o peso di origine romana. Il nome deriva dal latino libra ("bilancia").

La libbra ha avuto valori differenti in diversi paesi ed epoche; attualmente è in uso nel Regno Unito e in altri paesi anglosassoni la libbra inglese (pound), che non fa parte del sistema internazionale.

Essa equivale a 453,6 grammi, e suo sottomultiplo è l'oncia (ounce): una libbra è pari a 16 once.

La coincidenza delle unità monetarie con quelle di peso (es. una libbra d'oro o una libbra d'argento) era comune nel mondo antico.

La più antica unità monetaria dell'antica Roma era l'asse librario, un pezzo di bronzo marchiato del peso di una libbra.

Da Carlo Magno in avanti la parola libra denotò direttamente una moneta, quella da cui deriva il nome lira. In inglese tuttora la stessa parola pound indica sia la libbra, la cui abbreviazione lb deriva dal latino libra, che la sterlina, il cui simbolo £ è una variazione della lettera L.

 


Il termine carato è principalmente utilizzato in oreficeria e metallurgia con un duplice significato, quale unità di misura del peso di materiali preziosi, pari a 0,2 grammi, oppure come indicatore di purezza delle leghe auree.

Già dall'antichità e fino al medioevo il carato è stato utilizzato per la pesatura di quantità molto piccole e tuttora rimane l'unità di misura ponderale dei diamanti, delle pietre preziose in genere e dell' oro.

Il carato fu rapportato e definito con precisione solo nel 1832 in Sudafrica, il luogo di maggior produzione ed esportazione di diamanti del mondo, dove ne fu stabilita la connessione con il sistema metrico decimale: pesando con una bilancia a braccia uguali più semi di carruba ed eseguendo poi la media aritmetica dei valori ottenuti ne derivò un valore pari a circa 0,2 grammi.

Successivamente la quarta Conférence générale des poids et mesures del 1907 adottò come valore del carato (detto carato metrico) il peso esatto di 0,2 grammi.

Purezza

Per quanto riguarda le leghe d'oro il termine carato assume un'accezione differente dall'unità di misura ponderale propria delle gemme e delle perle, mutandosi nello standard proporzionale di misura della "purezza" che quantifica le parti d'oro in una lega su base 24/24.

Nel caso delle leghe d'oro dunque un "carato" equivale ad una parte d'oro su un totale di 24 parti di metallo costituente la lega.

Ne deriva, ad esempio, che la dicitura 18 carati sta ad indicare che la lega è costituita da 18 parti d'oro fino e 6 parti di altri metalli e viene abbreviato con le sigle ct o kt o prevalentemente con la sola k spesso affiancata al numero senza alcuno spazio intermedio, ad esempio 18k. L'oro di massima purezza è dunque a 24 carati (24 parti d'oro "fino" su 24 totali) e si indica con la sigla 24k.

Per quanto riguarda il peso, espresso in grammi, è utile la seguente proporzione:
24 carati (24kt) corrispondono a 999 grammi di oro su 1000 grammi di leghe complessive.

18 kt (750/1000)
14 kt (585/1000)

Origine del nome

La parola deriva dall'arabo qīrāṭ (قيراط "ventiquattresima parte"), a sua volta derivante dal greco kerátion (κεράτιον, diminutivo di keras [κέρας] ovvero "corno"), (siliqua del carrubo), i cui semi avrebbero un peso estremamente uniforme, di circa 1/5 di grammo.
Che i semi del carrubo abbiano tutti un peso estremamente uguale è una credenza del passato, ormai sfatata: uno studio dell'Università di Zurigo ha constatato che il peso di tali semi varia, al pari di quello di tutti gli altri semi; gli scienziati suppongono che il seme del carrubo sia stato preso come peso comparativo per il fatto che è relativamente facile constatarne la differenza dimensionale a occhio nudo. Sono state fatte delle prove con delle persone che hanno stimato le dimensioni di vari semi, confrontandoli con un seme campione, con il risultato che il massimo errore di valutazione rientrava nel 5%. La variazione del peso di semi di carrubo presi alla rinfusa arriva al 25%[1].

Altri usi del termine

In nautica il carato designa la proprietà della 24ª parte di un'imbarcazione: tale pratica di suddividere la proprietà di un'imbarcazione era in uso specialmente nei secoli passati quando gli armatori preferivano distribuire il rischio molto alto della perdita di un'imbarcazione acquisendo quote di proprietà in molte imbarcazioni.

In enologia carato è usato alcune volte al posto di barrique.